SABATO 28 NOVEMBRE 2026
21:00 SALA CONGRESSI MURALTO

Concerto in coproduzione con rete 2
in diretta radiofonica su rete2 qui –>> https://www.rsi.ch/audio/rete-due/

entrata chf 25
soci JCV chf 20
AVS/studenti chf 5
domiciliati a Muralto gratuito

gradita la prenotazione: prenotazioni@jazzcalubverbano.ch

Piero Gaddi, Piano and compositions
Fabrizio Desideri, Clarinet e soprano sax
Filippo Pedol, dbass
Filippo Vannucci, drums
Mariachiara Gaddi, cello
special guest Bjorn Solli, guitar

Piero Gaddi è un pianista e compositore jazz toscano che svolge la propria attività in Italia ed all’estero (Francia, Norvegia, Germania, Polonia, Spagna, Mozambico, Cina, Svezia, Croazia) sviluppando una propria estetica di jazz crossover fatta di elementi eterogenei. Ha suonato con molti musicisti di fama internazionale come Flavio Boltro, Paolo Fresu, Scott Hamilton, Hans Mathisen, Paolino Dalla Porta, Fabio Morgera, Pietro Tonolo, Marco Tamburini, Bernardo Guerra, Raciel Torres, Mirco Guerrini. Collabora da anni con il chitarrista norvegese Bjorn Solli e con il sassofonista Ivan Mazuze. Collabora con il flautista Emilio Galante e il sassofonista svedese Mikael Godée. Insegna al dipartimento jazz del conservatorio di La Spezia. Il suo quintetto ha registrato nel 2020 il suo primo lavoro dal titolo Opus One (Vinile Records) e nel 2024 è uscito Opus Two coprodotto da Nusica.org. Entrambi i lavori vedono la presenza di Bjorn Solli. Ha suonato in rassegne importanti quali Pisa Jazz, Spejazz, Trentino Jazz, Chiavari jazz, Sile Jazz, International Academy of Music festival, Mutamenti, Istituto di Cultura italiana di Oslo, Rijeka jazz time, International jazz week del conservatorio di Sichuan in Cina.

La musica originale di Gaddi affonda le radici in molteplici culture: vi si ritrovano il suono e gli elementi costruttivi della musica colta; il jazz, contaminato con le musiche delle culture popolari europee e latino americane, vi si ritrova la cultura pop-rock e la musica da film. Sperimentare fusioni e connessioni tra i generi e le culture più disparate è il terreno sul quale si misura il sestetto. E’ musica che evoca differenti paesaggi e molteplici sensazioni sfruttando l’intera tavolozza timbrica e dinamica a disposizione, ottenendo il coinvolgimento del pubblico.